Dicembre e Gennaio – Bordeaux Grand Cru Classè

La nostra selezione di Dicembre 2023 valida anche a  Gennaio 2024

Le Petit Cheval – Second Vin del Premier Grand Cru Classé – Saint Emilion

Le Petit Cheval è il nome attribuito al secondo vino prodotto presso Château Cheval Blanc, a Saint-Emilion. La storia di quest’ultimo parte in verità da Château Figeac, di cui un tempo era parte: i vigneti che arrivano a lambire Château Pétrus vengono ceduti nel 1832 a m.eur Laussac-Fourcaud, e nel giro di pochi anni la qualità del vino prodotto al castello conosce una fama che sfiora il mito.

Alle Esposizioni Universali di Londra e Parigi del 1832 e 1867 Cheval Blanc viene infatti insignito di onorificenze che tutt’oggi campeggiano nobili in etichetta.

Nel 1998 la tenuta viene venduta all’imprenditore belga Albert Frère e a m.eur Bernard Arnault, presidente del gruppo LVMH; Arnault cede la sua quota nel 2009 proprio a LVMH, cui Cheval Blanc appartiene tutt’oggi.

Sono ben 45 gli appezzamenti ciottolo-argillosi che lo compongono, e 39 gli ettari di vigneto ubicati tra Saint-Emilion e Pomerol ove Cabernet Franc e Merlot crescono in splendida armonia: per un terzo Pomerol, per un terzo Graves e per un terzo tipicamente Saint-Emilion, ne emergono vini caratterizzati da una freschezza, un’eleganza, una corposità e una raffinatezza senza eguali. Lo stile di Cheval Blanc, riconosciuto fin dal 1954 con l’assegnazione di Premier Grand Cru Classé A dell’appellazione, viene poi ricalibrato ogni anno in funzione delle caratteristiche del millesimo lavorato in vigna e in cantina. La produzione media annua del primo vino è di 6.000 casse, il Second Vin si attesta invece sulle 2.500.

 


Millesimo 2020

A dispetto di un anno caldo che alterna secchezza a periodi di importante piovosità, la raccolta riesce ad essere di grande qualità e piuttosto uniforme.

L’annata 2020 di Petit Cheval assembla Merlot al 41% a Cabernet Franc al 59%: al naso il vino presenta una notevole freschezza, combinando fragranze floreali, di frutti rossi, cioccolato e noci. In bocca l’attacco è preciso e prolungato e svela un’ottima persistenza aromatica: delicato e fruttato, avvolgente nei tannini e finemente complesso, Petit Cheval è un vino di medio corpo, elegante e di razza, capace di donare un finale intenso e piacevolmente minerale.

 

 

Château du Domaine de Chevalier Blanc – Pessac Léognan 

 


Millesimo 2016

Il blend dell’annata 2016 rispecchia perfettamente la proporzione vitata al castello, con il Sauvignon Blanc al 70% e il Sémillon al 30%. La forte umidità registrata nei primi sei mesi dell’anno e la successiva estate torrida hanno permesso all’uva di maturare ottimamente, preambolo di un vino che combina l’eleganza e la finezza a una notevole ricchezza espressiva e una discreta potenza.

La vendemmia avviene manualmente per tramite di diverse selezioni, regolate sulla base della maturità degli acini; vi fa seguito una fermentazione in botti e la maturazione per diciotto mesi, per un terzo su legno nuovo.

Il vino si presenta cristallino, di un luminoso colore oro pallido dalle sfumature verdi; al naso si apre generoso e vivace, fondendo aromi fruttati di arancia, pesca e pompelmo con intense note balsamiche e profumi di biancospino. In bocca ritroviamo un nettare in grado di sedurre grazie alla sua ampiezza e alla complessità della paletta aromatica; al palato l’uva svela la sua piena maturità attraverso una struttura elegante, raffinata e perfettamente equilibrata. Il finale è deciso, di note mentolate.

Una sosta in cantina, almeno fino al 2036, consentirà a questo millesimo del Domaine de Chevalier di mostrare infine l’intera varietà delle sue sfumature.

 

 

Château Marquis de Terme – 4ème Grand Cru Classeè – Margaux

 

La storia del castello inizia nel 1762, quando mademoiselle Ledoux d’Emplet sposa François de Peguilhan Marquis de Terme, portando a lui in dote il Domaine che acquisirà il nome del marito. Per oltre 120 anni sarà poi la famiglia Feuillerat a gestire la struttura e a divenirne in seguito proprietaria, almeno sino all’arrivo di Pierre Sénéclauze nel 1935, che l’acquista e lo trasmette infine agli eredi, attuali proprietari. Nel 1787 lo château vede soggiornarvi il futuro presidente degli Stati Uniti Thomas Jefferson, e declamarne il vino che ritiene “tra i migliori sedici mai degustati in tutta la vita,” al punto che in effetti il vino entra a far parte subito della Classificazione dei Grand Cru bordolesi del 1855.

Nel 2009 Ludovic David viene nominato direttore generale a Marquis: è l’inizio di una nuova epoca per lo château, caratterizzata da innovazioni e da un dinamismo che insieme puntano a valorizzarne il terroir eccezionale.

Situato nel cuore del villaggio di Margaux-Cantenac, i 40 ettari del castello rivelano i ciottoli tipici di Margaux e sono impiantati a Carbernet Sauvignon, Merlot e Petit Verdot, ovvero i vitigni che danno la reputazione internazionale ai vini del Médoc.


Millesimo 2021

L’assemblaggio di Cabernet Sauvignon (64%), Merlot (31%) e Petit verdot (5%) denota un vino complesso, dal colore intenso e profondo.

Al naso si apre con sentori di mirtillo, ribes nero e spezie, per svelare poi una struttura elegante e piuttosto equilibrata, di tannini setosi e seducenti. Vi si aggiungano poi note di cacao e di more, che tendono verso un finale di discreta lunghezza piuttosto persistente, di vivace liquirizia.

 

 

Château Rieussec Premier Cru – Sauternes

 

Il vigneto di questa tenuta si estende per ben 93 ettari all’incrocio tra Fargues e Sauternes, confinando con Yquem ad ovest e facendo di Rieussec uno dei nomi più importanti della denominazione di Sauternes, a sud di Bordeaux, inserito fin dall’inizio come Premier Cru nella Classificazione bordolese del 1855.

Storicamente parlando, il castello apparteneva ai monaci carmelitani di Langon; in seguito alla Rivoluzione Francese le proprietà della Chiesa vengono requisite e vendute come beni nazionali, e Rieussec con essa. I passaggi di mano sono innumerevoli, almeno fino all’acquisizione da parte della famiglia Rothschild nel 1984: essa investe fortemente nella struttura, creando una nuova cantina nel 1989 e dedicandosi a una selezione quanto mai rigorosa delle uve, per elevare la qualità del prodotto finale. La consacrazione a livello mondiale giunge infine nel 2004, quando Wine Spectator incorona il Rieussec 2001 come Vino dell’Anno.


Millesimo 2020

A partire dall’annata 2019, le bottiglie di Rieussec mutano volto: lasciandosi alle spalle il design tradizionale di Sauternes col vetro trasparente, la proprietà di Jean de Roquefeuil opta così per un progetto completamente diverso che mantiene comunque la corona in etichetta. E’ un preludio a un piccolo cambiamento anche nello stile di produzione del vino, che diviene più fresco e serba un minor quantitativo di zuccheri residuali.

Con una vendemmia anticipata e appena una piccola finestra di muffa nobile nel mese di settembre, il millesimo 2020 racconta di un’annata piuttosto impegnativa e nondimeno stimolante: limone candito, marzapane, olio essenziale di mandarino e fiori bianchi si fondono insieme in un Rieussec di medio corpo e di profonda classe. Il naso è altrettanto delicato, di pesche, rabarbaro e note floreali; il blend si compone di 82% Semillon, 16% Sauvignon Blanc e 2% Muscadelle e conduce a un finale allettante, di pura e deliziosa consistenza.

 

 


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hanno scritto la leggenda dei vini di Bordeaux.


Robert McDowell Parker Jr. è un critico enologico statunitense. Le sue valutazioni dei vini su una scala di 100 punti e la sua newsletter The Wine Advocate sono influenti nell’acquisto di vino e sono quindi un fattore importante nella definizione dei prezzi per i vini di Bordeaux appena rilasciati. Questo lo ha reso il critico enologico più conosciuto e influente al mondo.