Giugno – Bordeaux Grand Cru Classè

La nostra selezione di giugno 2024

 

Chateau Léoville Barton – Deuxième Grand Cru Classé – Saint-Julien

Château Léoville Barton è di proprietà della famiglia Barton sin dal XIX secolo e incarna al meglio lo spirito più classico dei Bordeaux: carattere, eleganza e attitudine a un solido invecchiamento in cantina.

La famiglia Barton reca radici profonde: nativo d’Irlanda, Thomas Barton si installa a Bordeaux nel 1725 per avviare un commercio di vini. Il nipote Hugh è il primo ad acquistare vigne in loco, ma assieme ad altri stranieri viene arrestato durante la rivoluzione Francese, e tutti i suoi beni vengono sequestrati. Dopo il rilascio, Hugh fa ritorno in Inghilterra e da lì gestisce gli affari, acquisendo Château Langoa nel 1821 e nel 1826 una porzione delle tenute di Léoville, da qui rinominate Léoville Barton. Il castello viene denominato 2ème Grand Cru Classé nella celebre classificazione del 1855.

Un altro Barton è poi dovuto fuggire dalla Francia, nel corso della storia: si tratta di Ronald, nel 1940, all’arrivo delle truppe tedesche. Come si conviene a un uomo dallo spirito gentile, si vendica nel modo migliore che esista: rientrato in patria nel 1945, produrrà uno dei millesimi mito della denominazione Saint-Julien.

L’ottantottenne Anthony pilota lo Château nell’epoca moderna, combinando il fascino di un mondo ormai perduto con un approccio tradizionalista sia nel fare il vino che nel collocarlo sul mercato. Egli racconta: “Mi chiedono spesso che cosa modifichiamo nel nostro approccio alla vinificazione per appagare i trend e i gusti moderni. Io rispondo che è uno sforzo privo di significato, perché nel cercare di voler piacere a tutti, si finisce col non soddisfare nessuno. Pertanto, in una maniera forse un po’ egoista, abbiamo deciso di fare il vino che piace a noi, un vino che sia piacevole da bersi.”

Anche l’approccio sostenibile rientra in quest’ottica: l’unica foresta rimasta all’interno dell’appellazione Saint-Julien giace proprio nei confini della tenuta di Léoville Barton. La famiglia avrebbe potuto valutare di sradicarla per far spazio alle vigne, ma ha scelto invece di preservarla intatta, per l’idea che mantenere un ecosistema salubre sia il migliore dei progetti a lungo termine.

 


Millesimo 2018

Oggi la tenuta si sviluppa su 119 ettari di vigne sul lato nord di Saint Julien, e l’assemblaggio di Cabernet Sauvignon (82%) e Merlot (18%) regala un vino che al gusto trabocca di frutta nera, con intense note di grafite, violetta, spezie, cardamomo e cioccolato. Si accordano perfettamente a un corpo ricco e strutturato, concentrato e seducente, dai tannini vellutati.

Di colore granato profondo, al palato svela un frutto intensamente generoso ed elegante; finezza ed equilibrio perfetto conducono finale lungo, teso e stratificato, ancora una volta su aromi di violetta e anice.

 

 

Pagodes de Cos d’Estournel – Second Vin del 2ème Grand Cru Classé – Saint Estèphe


Millesimo 2021

L’assemblaggio di quest’annata si caratterizza per la forte componente di Merlot (60%) unita al Cabernet Sauvignon (36%), Cabernet Franc (3%) e Petit verdot (1%). Il vino si presenta da subito piuttosto accessibile, grazie alla sua espressione fruttata di fragola, mirtillo e ribes; sa combinare rotondità ed eleganza in piena armonia, attraverso note affumicate, di cioccolato e quel pizzico di cannella che denota una certa vivace complessità. Succulento e sofisticato, offre una bevuta deliziosa ed estremamente gratificante.

 

Château Figeac – Premier Grand Cru Classé B – Saint-Émilion

Protetto da una siepe di biancospino che si estende su tre chilometri e da querce centenarie, il vitigno di Figeac fende la corazza del tempo: la dedizione e il genio della famiglia Manoncourt s’iscrivono in un ecosistema unico, ove l’audacità e una costante ricerca di precisione incontrano l’incarnazione suprema di un grande terroir di Graves di Saint-Émilion.

Il decennio 2010-2020 ha poi visto la tenuta raddoppiare gli sforzi al fine di cesellare dei vini la cui purezza rifletta la singolarità del territorio: ogni parcella e ogni cépage arricchiscono la paletta aromatica dei vini, che evolvono senza sosta, sviluppando un’infinita varietà di bouquet e di sensazioni. Annate, queste, che preannunciano vini dalla notevole potenzialità di custodia.

Château-Figeac ha poi recentemente inaugurato una nuova cantina semi-interrata di 5.000 metri quadrati dotata di cuve inox e di legno allestite su misura: questa sorta di scrigno, collocato sotto il segno dell’eleganza e dell’innovazione, offre anche due nuove sale di degustazione per gli ospiti e segna un nuovo passo verso un maggiore attenzione alla qualità ambientale.


Millesimo 2020

Le nuance aromatiche di frutti di bosco, lillà, tè di rosa canina, cannella, arancia rossa, marmellata di fichi, liquirizia, funghi freschi e olive preannunciano un vino impressionante, di pieno corpo e dalla lussuosa profondità. Reca tannini incredibilmente vellutati, un frutto intenso e maturo che al palato rivela un notevole bilanciamento, con una densa stratificazione.

Il blend di 33% Cabernet Franc, 33% Merlot e 33% Cabernet Sauvignon lo conferma ulteriormente: è un vino sì muscoloso ma anche opulento, elegante e raffinato, con note selvatiche che nemmeno sul finale sfuggono al rigoroso controllo della sua composizione. Termina lungo e minerale, da bersi almeno fino al 2050.

 

Château Olivier – Grand Cru Classé Graves – Pessac-Léognan

A breve distanza da Léognan, Château Olivier giace immerso in un’ampia foresta e può vantare 52 ettari in rosso e un vigneto di 8 ettari dedicato alle varietà di uve a bacca bianca; il terroir è certificato HVE livello 3 e Iso 14001 sin dal 2016.

La produzione annuale è di 240.000 bottiglie.

Questo castello Cru Classé del Graves ha conosciuto negli ultimi 10 anni una delle più importanti ristrutturazioni di tutta la regione. Sotto l’impulso del suo direttore, Laurent Lebrun, è stato innalzato a un livello senza precedenti. Da poco si è aggiunta allo staff Eleonore de Bethmann, che presiede alla direzione del castello. Per il millesimo 2022, Olivier è stato considerato il miglior vino della sua denominazione, tanto nella versione rossa che bianca. Il vino bianco registra una grande sviluppo di energia, tensione e verticalità, finale elettrizzante, raro in un bianco del bordolese. Un avvenire certo.


Millesimo 2021

Il blend di Sauvignon Blanc (80%) e Sémillon (20%) offre un nettare di color giallo limpido dai riflessi argentei, capace di sprigionare un’intensa fragranza di mela verde, fiori bianchi e scorza di agrumi. Il vino, di medio corpo, è salino al palato, morbido e incisivo allo stesso tempo. Gli acini sono maturati in buone condizioni durante la vendemmia, e hanno così potuto preservare la propria ricchezza aromatica. Olivier è complesso e intenso: ha energia da vendere, senza cedere ad alcun compromesso a livello di equilibrio. Un bianco davvero eccellente, delicato e godibile; miele sul finale, decisamente promettente.

 


 

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Robert McDowell Parker Jr. è un critico enologico statunitense. Le sue valutazioni dei vini su una scala di 100 punti e la sua newsletter The Wine Advocate sono influenti nell’acquisto di vino e sono quindi un fattore importante nella definizione dei prezzi per i vini di Bordeaux appena rilasciati. Questo lo ha reso il critico enologico più conosciuto e influente al mondo.