Château d’Yquem

Bordeaux

ANNO FONDAZIONE

ANNO FONDAZIONE

1593

N° BOTTIGLIE

N° BOTTIGLIE

60.000

ETTARI

ETTARI

113

VITICOLTURA

VITICOLTURA

Coltura Convenzionale

Tutto ha inizio nel 1593, quando la famiglia Sauvage costruì il castello e con pazienza si mise a impiantare l’attuale vigneto. Il 1785 sancisce un unione destinata a durare per secoli, quella tra la famiglia Sauvage e i Lur-Saluces. Si deve a Françoise-Joséphine il merito di di aver trasformato la tenuta in una vera azienda, accrescendo la reputazione del vino Yquem. Nel 1855, in riconoscimento delle straordinarie imprese della “signora di Yquem”, la tenuta fu designata come l’unica premier cru supérieur della denominazione. L’ultima figura alla guida dello Château è stata quella di Alexandre de Lur-Saluces, il quale con tenacia ha portato avanti la tradizione, il savoir-faire e una ricerca assoluta di qualità.

ANNO FONDAZIONE

ANNO FONDAZIONE

1593

N° BOTTIGLIE

N° BOTTIGLIE

60.000

ETTARI

ETTARI

113

VITICOLTURA

VITICOLTURA

Coltura Convenzionale

Tutto ha inizio nel 1593, quando la famiglia Sauvage costruì il castello e con pazienza si mise a impiantare l’attuale vigneto. Il 1785 sancisce un unione destinata a durare per secoli, quella tra la famiglia Sauvage e i Lur-Saluces. Si deve a Françoise-Joséphine il merito di di aver trasformato la tenuta in una vera azienda, accrescendo la reputazione del vino Yquem. Nel 1855, in riconoscimento delle straordinarie imprese della “signora di Yquem”, la tenuta fu designata come l’unica premier cru supérieur della denominazione. L’ultima figura alla guida dello Château è stata quella di Alexandre de Lur-Saluces, il quale con tenacia ha portato avanti la tradizione, il savoir-faire e una ricerca assoluta di qualità.

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Filosofia

La fama di Château d’Yquem si deve alla maestria durante le fasi della vendemmia. I raccoglitori, infatti devono accertarsi che il frutto sia nella corretta fase di sviluppo della botrytis e in media svolgono 6 selezioni degli acini. Questo processo che comporta vendemmie tardive e raccolti con rese molto basse, è sinonimo di assoluta qualità. In vigna si favorisce l’equilibrio naturale del terreno e le viti vengono severamente potate per limitare le rese. Il rispetto delle pratiche tradizionali è alla base della filosofia di vinificazione di Château d’Yquem da oltre due secoli. Vivere in armonia con la natura è una necessità poiché la vendemmia si basa interamente sugli effetti della Botrytis cinérea.

Filosofia

La fama di Château d’Yquem si deve alla maestria durante le fasi della vendemmia. I raccoglitori, infatti devono accertarsi che il frutto sia nella corretta fase di sviluppo della botrytis e in media svolgono 6 selezioni degli acini. Questo processo che comporta vendemmie tardive e raccolti con rese molto basse, è sinonimo di assoluta qualità. In vigna si favorisce l’equilibrio naturale del terreno e le viti vengono severamente potate per limitare le rese. Il rispetto delle pratiche tradizionali è alla base della filosofia di vinificazione di Château d’Yquem da oltre due secoli. Vivere in armonia con la natura è una necessità poiché la vendemmia si basa interamente sugli effetti della Botrytis cinérea.

Territorio

Gli appezzamenti del vigneto di Château d’Yquem sono rimasti quasi del tutto invariati nell’ultimo secolo e mezzo, e hanno un’estensione complessiva di 113 ettari, coltivati per il 75% a Sémillon e il restante 25% a Sauvignon Blanc. Il terreno, costituito in superficie da argilla pesante e da un sottosuolo calcareo, conferisce ai vini struttura e potenza, con le radici delle piante che si spingono fino a 10 metri di profondità. Inoltre, la vicinanza al Ciron, piccolo affluente del fiume Garonna, svolge un ruolo decisivo nello sviluppo della muffa nobile.

Territorio

Gli appezzamenti del vigneto di Château d’Yquem sono rimasti quasi del tutto invariati nell’ultimo secolo e mezzo, e hanno un’estensione complessiva di 113 ettari, coltivati per il 75% a Sémillon e il restante 25% a Sauvignon Blanc. Il terreno, costituito in superficie da argilla pesante e da un sottosuolo calcareo, conferisce ai vini struttura e potenza, con le radici delle piante che si spingono fino a 10 metri di profondità. Inoltre, la vicinanza al Ciron, piccolo affluente del fiume Garonna, svolge un ruolo decisivo nello sviluppo della muffa nobile.

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