Château La Lagune

3ème Grand Cru Classé

E’ il signor Eyral a potersi fregiare del titolo di fondatore del castello, quando nel XVI secolo egli acquista il ‘villaggio di La Lagune’ e ne trasforma il borgo in una grande tenuta vinicola; si deve poi agli sforzi di Jean Lavaud gli investimenti nella struttura e nelle vigne. Egli operava come consigliere del re, e nelle sue mani giungono i possedimenti della Lagune; la sua famiglia fa commissionare a più grandi architetti del periodo i lavori per una splendida chartreuse, giunta sino a noi nella sua forma originale.

Con la storica classificazione bordolese del 1855, La Lagune si aggiudica il riconoscimento di 3ème Grand Cru Classé; il Novecento la vede in difficoltà a causa delle guerre e di alcuni complessi passaggi di proprietà. La Maison di Champagne Ayala se la aggiudica nel 1961, che la rivende nei primi anni 2000 alla famiglia Frey. E’ proprio grazie a quest’ultima se La Lagune riesce infine a riprendersi dal suo lungo letargo: vengono intrapresi imponenti lavori di ristrutturazione nei vigneti, rinnovati gli impianti tecnici, viene ampliata la cantina e costruita una nuova sala di vinificazione.

Dopo aver fatto propri gli insegnamenti di Denis Dubourdieu, dal 2004 l’enologa e produttrice Caroline Frey guida il destino del castello: “La Lagune aveva un potenziale enorme, dunque era giunto il momento di risvegliare la bella addormentata”.

Siti nel comune di Ludon, gli 80 ettari della struttura poggiano su un suolo di ghiaia leggera e di silice e sono impiantati a Cabernet Sauvignon per il 60%, Merlot al 20%, Cabernet Franc al 10% e un residuale 10% di Petit Verdot.

Millesimo 2022

Ampiamente lodato per i suoi tannini vellutati e i sensuali aromi di violetta, liquirizia, tabacco, sottobosco e cassis, questo millesimo de La Lagune fonde 52% di Cabernet Sauvignon a 45% di Merlot e 3% di Petit Verdot. I vigneti sono stati interamente convertiti ad agricoltura organica nel 2016; dal 2021 il castello può fregiarsi anche della certificazione biodinamica di Biodyvin e l’annata 2022 è la prima a dichiararlo ufficialmente.

E’ un vino di medio corpo duttile, carnoso e nondimeno stratificato. Reca un profilo seducente, che mantiene le promesse che evoca: al naso sprigiona note di sandalo, incenso e soavi frutti neri, l’attacco ampio apre a un palato equilibrato che ritrova le medesime note di ribes e amarena, il frutto è dolce ma levigato non invadente, il legno è piacevolmente integrato. Il tocco speziato sul finale, piuttosto persistente, rende la chiusura più austera del previsto, ma anche pienamente verticale. Uno stile classico e compatto e una personalità decisa, che evolverà al meglio negli anni a venire.