
C’è un nuovo giovane produttore che interpreta il vino in modo profondamente naturale. Piercarlo Carcereri, con una passione radicata per i cavalli e la natura, coltiva con rispetto un antico vigneto di 70 anni a Colognola ai Colli, nel cuore della Val d’Illasi, a est delle colline veronesi. Questo piccolo ettaro, un tempo parte di un’ampia proprietà familiare, rappresenta un esempio di resilienza e legame con la terra. Circondato da un maestoso ciliegio e altre piante da frutto, Piercarlo lo cura con dedizione, rifiutando diserbi e chimica di sintesi a favore di trattamenti a base di oli essenziali e piante.
Il suo vino, che porta il suo nome, nasce da un blend di 85% garganega, 10% trebbiano di Soave e 5% malvasia di Candia. Le uve diraspate macerano per tre giorni prima di una pressatura soffice sotto azoto, con fermentazione spontanea in cemento e affinamento sulle fecce fini per un mese. Parte della garganega viene invece destinata alla produzione de “L’Astologo”, un macerato dalla forte identità. Piercarlo adotta uno stile produttivo innovativo, basato su macerazioni precise e protette dall’ossidazione grazie all’uso dell’azoto sin dalla pigiatura. Questo metodo esalta il colore e le caratteristiche organolettiche del vino, evitando alterazioni indesiderate.
Il suo obiettivo è emozionare, portando nel calice la potenza di un terroir semi-vulcanico e calcareo, ideale per le uve bianche. Il suo ingresso nel mondo del vino è stato come un sussurro ai cavalli: silenzioso, ma capace di lasciare il segno con un prodotto autentico e affascinante.
