Second vin del 4ème Premier Cru Classé
A ovest di Château Lafite Rothschild, su un terroir di ghiaia fine, sabbia e sottosuolo argillo-calcareo, si trovano i 76 ettari vitati di Château Duhart-Milon: è una tenuta circondata da bosco, prati e pascoli, fondata nel XVIII sempre sotto l’impulso della famiglia Lafite e del suo impegno a ricoprire Pauillac di vigneti. Il ‘Sieur Duhart’ era un corsaro di Luigi XV stabilitosi a Pauillac in quel periodo, il motto del castello divenne: “una cantina nel cuore di Pauillac, un vigneto in dialogo tra il bosco e l’area lacustre”.
Il Moulin de Duhart è il secondo vino della tenuta, ottenuto da una selezione estremamente rigorosa di viti più giovani; è così ribattezzato dal vecchio mulino sito sull’altopiano di Carruades de Lafite, proprio accanto al vigneto di Duhart-Milon.
Qui la vinificazione è tradizionale, prevede diraspatura e pigiatura prima della fermentazione in cuvée inox o di cemento, quindi macerazione e malolattica prima dell’affinamento per 12 mesi in botti di rovere francese. Saskia de Rothschild rivela che dopo otto anni di ristrutturazione dei vigneti, la densità di impianto ora è più bassa, con appena 7.000 viti per ettaro.
Millesimo 2023
Di colore rubino brillante, al naso evoca un profumo dolce di kirsch, fava tonka e ciliegie macerate.
E’ un’annata che premia tutti quei produttori che sanno come vocarsi al Bordeaux più classico: un Pauillac a dir poco perfetto e delizioso che al palato si fa pastello e grafite, inchiostro e liquirizia, cassis e mirtillo, menta, cedro e scatola di sigari. Il blend di 80% Cabernet Sauvignon e 20% Merlot svela un vino croccante e vibrante, che mostra tannini vellutati e vigorosi capaci di risaltare il frutto. Carnoso e stratificato, profondo e concentrato, ma anche fresco, arioso e accessibile: uno dei millesimi migliori mai creati a Duhart, che sa catturare lo spirito dell’annata e farlo funzionare al meglio.
Termina con un finale lungo, intenso e penetrante, ed è pronto a bersi già da giovane.
