4ème Grand Cru Classé
La proprietà di 45 ettari, presente fin da subito nella classifica bordolese del 1855, è impiantata a Cabernet Sauvignon, Merlot e piccole e sorprendenti parcelle Cabernet Franc e Petit Verdot; essa appartiene dagli anni ’60 alla famiglia Tesseron, che ha fatto le proprie fortune con il commercio di Cognac e detiene oggi anche lo Château Pontet-Canet a Pauillac.
Lafon-Rochet sorge su un terreno che confina con nient’altri che Lafite Rothschild e Cos d’Estournel: è evidente dunque come questa denominazione di Saint-Estèphe conduca a un vino sì corposo, ma dal bouquet floreale piuttosto delicato, equilibrato e morbido. Un nettare che sa coniugare al meglio la potenza con la dolcezza. In passato il vino si era fatto una reputazione grazie alla sua forte componente ruvida e tannica; un maggior utilizzo del Merlot nel blend, negli ultimi anni, ha condotto di riflesso anche a una maggior morbidezza nei millesimi più recenti.
Al castello vige un solo motto: “produrre un vino eccellente non è un lavoro, è l’impegno di una vita.”
Millesimo 2023
Di colore rubino profondo con riflessi vibranti, sprigiona vivaci note minerali e metalliche al naso, con sentori terrosi, di grafite, fuliggine, incenso e braci ardenti. Ne emerge quindi un vino di pieno corpo, ricco e avvolgente al palato, ben bilanciato, generoso e stratificato. In quest’annata Lafon-Rochet si offre attraverso tannini maturi e serrati, in bocca sfumature di pepe bianco, kirsch, conserva di frutti di bosco, lampone, trucioli di matita. Termina con un finale eccellente e fresco, peperino, erbaceo e mentolato; evoca in un certo senso lo stile di Pauillac, il che non sorprende data la vicinanza geografica.
Il blend di 64% Cabernet Sauvignon, 29% Merlot, 4% Petit Verdot e 3% Cabernet Franc firma un vino dalla buona persistenza, capace di donare un piacere che saprà evolvere e maturare ancora, per i prossimi vent’anni almeno.
