Château Lynch-Bages

5ème Grand Cru Classé

Si hanno notizie dei possedimenti di Bages già a partire dal XVI secolo, tuttavia solo dal XVIII secolo si inizia a produrre vino nella tenuta. Tra il 1749 e il 1824 è Thomas Lynch, figlio di un immigrato irlandese divenuto mercante a Bordeaux, a gestire la vigna ed a iniziare la tradizione enologica dello Château, producendo il “Cru de Lynch”. Tale vino venne categorizzato nella classificazione del 1855 come 5ème Grand Cru Classé, incrementando il proprio prestigio.

Nei primi del 900 “Lou Janou” Cazes, un montanaro dalle valli dell’Ariège, si trasferisce in Médoc per lavorare nella tenuta. Nel 1930 suo figlio, Jean-Charles Cazes, riesce ad affittare i vigneti in cui padre aveva tanto faticato, per poi arrivare a comprare l’intera proprietà all’insorgere della Seconda Guerra Mondiale. Da allora Château Lynch-Bages è sempre rimasto presso la famiglia Cazes.

I 100 ettari in rosso e i 7 in bianco situati sulla collina di Bages, ad affacciarsi sulle sponde dell’estuario della Gironda, sono cullati da un clima mite e poggiano su un terroir pedologicamente omogeneo.

Lo Château oggi produce 420.000 bottiglie suddivise in due vini rossi, Château Lynch-Bages ed Echo, e un vino bianco. L’attento lavoro in cantina e una sequenza di annate favorevoli hanno innalzato la qualità di questo 5ème Grand Cru, portandolo al pari delle classificazioni più elevate.

 

Millesimo 2018

Quest’annata di Lynch-Bages possiede tutto ciò che si possa ricercare in un grande vino: aromaticità incredibile, equilibrio perfetto, un’opulenza e una purezza del frutto che lasciano sbalorditi.

Di color viola granato profondo, svela gloriosi profumi di frutti di bosco e un complesso mélange: tabacco, legno affumicato, cioccolato fondente, chiodi di garofano si uniscono a salvia, cardamomo, olive nere, noce moscata, liquirizia, violetta e cedro. Un successo in ogni senso possibile, per un vino di medio corpo il cui impatto al palato è intenso almeno quanto i suoi aromi al naso. La trama tannica è solida e serrata, con una splendida austerità ma anche una sorprendente freschezza priva di spigoli, e una moderata acidità. Esuberante, muscoloso e monolitico, non manca di una consistenza cremosa; non punta a sedurre nell’immediato, bensì a imporsi nel corso del tempo.

Il blend fonde un 72% di Cabernet Sauvignon con 19% di Merlot, 6% di Cabernet Franc e 3% di Petit Verdot, che affinano in fusti nuovi al 75%. Il finale è lungo, minerale e stratificato, a evocare una longevità straordinaria. Da gustare almeno fino al 2055.