Second Vin del Grand Cru Classé
Dalla fusione di Château Tertre Daugay e L’Arrosée nel 2011 è nato Quintus: si tratta della terza costola delle proprietà della famiglia Dillon dopo Haut-Brion e La Mission Haut-Brion, ma le sue vigne recano una storia ben antecedente a tale data.
Nel 2021 Grand Pontet, Beau-Séjour-Becot e Clos Fourtet sono stati acquisiti dal gruppo per integrare Château Quintus; sedici gli ettari attuali del castello, posto sulla riva destra della Gironda. Il nome latino di Quintus, ovvero “cinque”, è un omaggio agli antichi romani che per primi piantarono qui la vite.
La famiglia Dillon non ha badato a spese per rinnovare la cantina, implementando alle strutture una tecnologia allo stato dell’arte, e affidando la supervisione a Jean Philippe Delmas. Il sistema di termo-regolazione è lo stesso di Haut-Brion e molte delle vigne di Cabernet Sauvignon sono state sostituite con Cabernet Franc, maggiormente a loro agio nel peculiare suolo argillo-calcareo di Saint-Émilion.
La tenuta sta rapidamente scalando i vertici delle classifiche, esaltata dalla critica e da un design piuttosto caratteristico delle bottiglie, ispirate alla forma di un’antica bottiglia di Haut-Brion scoperta in un antro dei pirati.
Il Dragon de Quintus è il secondo vino del castello, con un nome che trae origine dalla statua del dragone, appollaiata sulla cima del promontorio in cui si trova la tenuta, a troneggiare sul mitico terroir di Saint-Émilion.
Senza alcun dubbio, la traiettoria di Quintus è tesa verso un promettente ed eccitante futuro.
Millesimo 2022
Di colore rosso profondo e intenso, è fin troppo facile discernere al naso ammalianti sentori di amarene, spezie, cacao e tabacco, che si rispecchiano poi anche su un palato moderatamente di peso. Ampio e corposo a un primo assaggio, il vino si fa poi più delicato e fruttato, privo di qualsivoglia spigolo, delizioso fin sul finale, intensamente cremoso: è ricco di personalità, dotato di una tessitura carezzevole e straordinariamente indulgente, con tannini sottili e vibranti.
Il frutto è succulento e si estende in un finale lungo, vivace, leggermente tostato e finemente peperino.
Freschezza ed eleganza sono la chiave per leggere al meglio il setoso amalgama di Merlot al 82%, Cabernet Franc 12% e Malbec al 6%; le uve provengono dai settori medio-collinari di Quintus Sud e Quintus Nord.
La vendemmia inizia e finisce nel mese di settembre, la più precoce da diversi anni; gli acini si presentano più piccoli del consueto, ma di qualità e concentrazione incredibili, con una eccellente gamma di sentori e di gusti. Il sottosuolo calcareo e argilloso di Quintus possiede la straordinaria abilità di trattenere il fresco, consentendo alle uve di adattarsi ai periodi precoci di caldo e siccità.
La vinificazione avviene in tini di legno e di acciaio, mentre l’affinamento si ha in fusti di quercia francese, che per il Dragon de Quintus sono nuovi per un terzo del totale.
E’ già impressionante adesso, c’è solo da chiedersi quant’altro di notevole potrà serbare per il futuro.
