Caluso Passito “Bohèmien”

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Una tradizione antichissima del Canavese, quando ogni famiglia custodiva qualche vite di Erbaluce e i grappoli migliori venivano messi ad appassire sui graticci dei solai per affrontare l’inverno. Da questa pratica contadina prende forma uno dei vini più identitari del Piemonte, capace di trasformare il tempo in complessità. Il nome richiama La Bohème di Giuseppe Giacosa, grande uomo di teatro e profondo amante del Caluso Passito, convinto che non esistesse modo migliore per accogliere gli ospiti che offrire un bicchiere di questo vino.

Le uve vengono raccolte circa dieci giorni prima della normale vendemmia, scegliendo solo grappoli piccoli e spargoli, ideali per l’appassimento naturale. Nei solai e nelle passitaie restano fino a marzo, durante i mesi freddi e umidi in cui parte degli acini viene naturalmente interessata dalla Botrytis Cinerea, arricchendo il vino di profondità aromatica e note di albicocca, fico e dattero. Dopo una paziente sgranellatura, gli acini vengono pressati delicatamente e il mosto, ricchissimo di zuccheri, avvia una lenta fermentazione in botti di rovere. Segue un lungo affinamento di almeno 3 anni in legno e ulteriori 7 anni in bottiglia, durante i quali il vino sviluppa straordinaria complessità ed equilibrio.

 

  • Comune: Parella (Torino)
  • Zona di Produzione: Canavese
  • Vitigno: 100% Erbaluce di Caluso
  • Profumo: Sentori di frutta secca su tutti i fichi essiccati, il dattero, l’albicocca, l’uva sultanina e delicate note di miele millefiori e di mandorle tostate.
  • Sapore: Caldo e avvolgente con una particolare freschezza e di buona sapidità ad equilibrare le componenti morbide tipiche di un vino passito.

I Vini di Tappero Merlo

Tappero Merlo

Vermouth “Archemisia”

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Caluso “Kin”

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“Acini Perduti” Vino Bianco

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Caluso Cuvée Des Paladins Brut Metodo Tradizionale

Piemonte
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Caluso Passito “Bohèmien”

Piemonte