Volnay-Santenots
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Volnay, il piccolo comune della Côte de Beaune è forse tra i più nascosti e discreti villaggi, collocato in alto tra le pieghe delle colline, stretto a nord da Pommard e a sud dalla denominazione Beaune. Il famoso “bacio dell’addio”, questa infatti è considerata la linea di frontiera degli ultimi grandi Pinot neri prima di entrare nel regno dello Chardonnay. La luce, il balenio, la rivelazione, ecco cosa si ritrova in un Volnay. Scendendo verso sud, sarà difficile -se non impossibile- ritrovare questa summa di sensazioni e essere preda di tale seduzione. Il nome deriva dal mitico Dio Belenos, la divinità celtica della luce, a partire dal 879 ‘Vellena’ passando per ‘Volenay’ nel 1197 a ‘Velenay’ nel 1301. I Duchi di Borgogna lo scelsero sia come luogo per le vacanze estive, sia per la leggiadria del vino, all’epoca più un “occhio di pernice” che un vero rosso. Abati, duchi, futuri presidenti degli Stati Uniti, uno per tutti Thomas Jefferson: un coro di tifosi del vino di Volnay. Stranezza della vita, la vigna si trova nel comune di Meursault, il Clos de Santenos è un monopolio di Jacques Prieur, il nome pare derivi dai rovi, ‘sentes’.
Durante la fase attiva della fermentazione alcolica, vengono effettuate due follature al giorno. L’affinamento avviene interamente in botti di rovere per 19 mesi.
- Comune: Meursault (Côte de Beaune)
- Zona di Produzione: Borgogna
- Vitigno: 100% Pinot Noir
- Profumo: Molto morbido, seducente e affascinante su piacevoli note di frutti rossi maturi che evolvono su aromi leggermente tostati.
- Sapore: Morbido e generoso di frutta scura, maturo e fresco, delicatamente speziato e dai tannini setosi.




